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Ultimo aggiornamento Marzo 2026 Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte agli alimenti per migliorarne conservazione, colore, consistenza o sapore. Negli ultimi anni il loro utilizzo è aumentato notevolmente, soprattutto nei prodotti industriali e ultra‑processati. Parallelamente è cresciuto anche l'interesse scientifico per il microbiota intestinale e per il suo ruolo nella salute metabolica, immunitaria e neurologica. In questo articolo analizziamo il possibile legame tra additivi alimentari, intestino e microbiota, cercando di capire cosa dice realmente la letteratura scientifica. Additivi alimentari e infiammazione intestinaleMolto spesso i primi segnali che qualcosa non funziona a livello intestinale sono sintomi come gonfiore, flatulenza, senso di pienezza o cambiamenti nella frequenza delle evacuazioni. Quando questi disturbi diventano ricorrenti, tendiamo ad attribuirli allo stress o alla sindrome dell'intestino irritabile, senza considerare che potrebbero essere collegati anche all'alimentazione quotidiana e alla qualità degli alimenti che consumiamo. In alcune condizioni, come la celiachia, l'assunzione di glutine provoca un'infiammazione della mucosa intestinale con danni alla parete dell'intestino. Per questo motivo la terapia prevede una dieta rigorosamente senza glutine. Tuttavia molti prodotti sostitutivi senza glutine disponibili sul mercato sono alimenti processati o ultraprocessati, spesso ricchi di addensanti, emulsionanti e altri additivi tecnologici. L'esposizione frequente a questi ingredienti, insieme ad altri fattori alimentari e ambientali, può contribuire ad alterare l'equilibrio del microbiota e favorire fenomeni di disbiosi intestinale, che a loro volta possono essere associati a stati infiammatori della mucosa. ➡️ Se vuoi approfondire meglio il tema della disbiosi, delle sue cause e dei sintomi più comuni, puoi leggere l'articolo dedicato: Disbiosi intestinale: cause, sintomi e come riequilibrare il microbiota. In questo articolo ci concentreremo invece sul ruolo degli additivi alimentari e su come alcuni ingredienti presenti nei prodotti industriali possano influenzare l'equilibrio dell'intestino. Intestino permeabile e microbiota: cosa sono le “giunzioni strette”L'intestino non è solo un organo digestivo: è anche una barriera di difesa. Attraverso la mucosa intestinale vengono assorbiti nutrienti, vitamine e minerali, mentre le giunzioni strette (tight junctions) impediscono il passaggio di sostanze potenzialmente dannose. Quando questa barriera si altera si può verificare un aumento della permeabilità intestinale (spesso definita intestino permeabile o leaky gut). In questa condizione alcune molecole che normalmente resterebbero nel lume intestinale possono attraversare la mucosa e contribuire a:
Il microbiota intestinale svolge un ruolo chiave nel mantenere l'integrità di questa barriera. ➡️ Per una spiegazione completa su microbiota, funzioni e fattori che lo influenzano puoi consultare la guida completa al microbiota intestinale presente nel blog. Quando l'equilibrio tra batteri benefici e batteri opportunisti si altera si parla di disbiosi intestinale, condizione che può essere associata a infiammazione e disturbi digestivi. Tra i fattori che possono contribuire a queste alterazioni vengono sempre più studiati anche alcuni additivi alimentari presenti nei cibi ultra-processati. Additivi alimentari: quali sono, a cosa servono e dove si trovanoUna delle raccomandazioni più importanti è leggere sempre attentamente l'elenco degli ingredienti presente sul retro delle confezioni. In generale è consigliabile evitare prodotti con liste ingredienti molto lunghe e prestare attenzione alla presenza di sostanze poco familiari nella cucina domestica. Molti additivi sono utilizzati per migliorare consistenza, sapore, colore o durata di conservazione degli alimenti industriali, in modo particolare negli alimenti senza glutine e vegani di nuova generazione I principali additivi che possono influenzare l'intestino Per orientarsi meglio tra i diversi additivi utilizzati dall'industria alimentare, può essere utile distinguere le principali categorie e capire a cosa servono, dove si trovano più spesso e quale possibile effetto possono avere sull'intestino. La tabella seguente riassume alcuni degli additivi più comuni presenti negli alimenti trasformati. Emulsionanti e addensanti Nell'Unione Europea sono consentiti circa 60 additivi della categoria emulsionanti, stabilizzanti, gelificanti e addensanti. Sono utilizzati in numerosi alimenti industriali come:
Solventi organici Alcuni solventi, come l'etanolo utilizzato nella produzione del pane in cassetta, possono interferire con la protezione delle giunzioni intestinali. Glutine come coadiuvante tecnologico Il glutine viene spesso utilizzato come agente legante o miglioratore della struttura nei prodotti industriali. Essendo considerato un coadiuvante tecnologico e non un additivo, non esiste un limite normativo specifico alla quantità che può essere aggiunta agli alimenti. Transglutaminasi microbica La transglutaminasi microbica (mTG) è utilizzata per migliorare consistenza e stabilità di prodotti come wurstel e surimi e può contribuire ad aumentare la permeabilità intestinale. Nanoparticelle Tra queste troviamo:
Il biossido di titanio (E171) è stato a lungo utilizzato come colorante bianco negli alimenti. Nel 2021 l’EFSA ha concluso che non è possibile escludere un potenziale effetto genotossico e, per questo motivo, l’Unione Europea ne ha vietato l’uso negli alimenti dal 2022. Altri additivi metallici utilizzati a scopo decorativo, come argento (E174) e oro (E175), possono anch’essi contenere nanoparticelle, ma gli studi sui loro effetti sull’intestino e sul microbiota sono ancora limitati. Tutti gli additivi alimentari attualmente utilizzati nell’UE sono stati sottoposti a valutazioni sulla sicurezza ad opera dell’EFSA e/o del suo predecessore, il comitato scientifico dell’alimentazione umana (SCF), e vengono inseriti nell’elenco ufficiale dell’UE degli additivi alimentari approvati solamente se sono considerati sicuri per la salute umana. Inoltre, ove necessario, valutazioni sulla sicurezza condotte in precedenza vengono sottoposte a revisione e aggiornamento per tener conto di eventuali nuove informazioni scientifiche che lascerebbero presupporre un possibile rischio per la salute. Carbossimetilcellulosa (CMC): perché se ne parlaLa carbossimetilcellulosa (CMC) è uno degli emulsionanti più utilizzati nell'industria alimentare. Si trova in numerosi prodotti tra cui:
Uno studio pubblicato su Cancer Research Journal ha osservato che il consumo regolare di emulsionanti come carbossimetilcellulosa e polisorbato‑80 ha favorito lo sviluppo di tumore del colon in modelli murini. Il livello di esposizione nei topi è risultato simile a quello di persone che consumano molti cibi ultraprocessati. Come ridurre gli additivi nella dieta e proteggere il microbiotaNella vita quotidiana gli additivi entrano nella nostra alimentazione soprattutto attraverso prodotti pronti, snack confezionati e alimenti ultraprocessati. Ridurli non significa eliminare la praticità, ma imparare a fare scelte leggermente diverse quando facciamo la spesa o prepariamo i pasti. La tabella seguente mostra alcune sostituzioni semplici che permettono di ridurre l'esposizione agli additivi senza complicare la cucina quotidiana. Per mettere in pratica queste scelte puoi anche consultare alcune ricette e guide presenti nel blog, ad esempio: 👉 Ricette veloci con legumi e cereali integrali 👉 Idee per minestroni e zuppe ricche di fibre 👉 Snack sani senza additivi da preparare in casa Queste preparazioni permettono di costruire pasti pratici e nutrienti utilizzando ingredienti naturali, riducendo la presenza di additivi tipica dei prodotti ultraprocessati. Alimenti che favoriscono l'equilibrio del microbiota Preferire alimenti ricchi di fibre, polifenoli e nutrienti naturali aiuta a sostenere i batteri benefici dell'intestino. Alcuni esempi pratici:
domande frequenti sugli additivi alimentariGli additivi alimentari fanno male all'intestino? Gli additivi autorizzati sono considerati sicuri nelle quantità stabilite dalle autorità sanitarie. Tuttavia alcuni studi suggeriscono che un consumo elevato di alimenti ultra-processati, spesso ricchi di additivi, possa influenzare il microbiota intestinale e la funzione della barriera intestinale. Quali additivi alimentari sono più studiati per i loro effetti sul microbiota? Tra gli additivi più studiati troviamo alcuni emulsionanti come carbossimetilcellulosa e polisorbato‑80, oltre ad alcune nanoparticelle come il biossido di titanio (E171) e il biossido di silicio (E551). La ricerca sta valutando se queste sostanze possano influenzare il microbiota o lo strato di muco intestinale. Come posso ridurre gli additivi nella mia alimentazione quotidiana? Il modo più semplice è preferire alimenti poco trasformati, leggere attentamente la lista degli ingredienti e scegliere prodotti con pochi ingredienti riconoscibili. Preparare più spesso pasti semplici a partire da ingredienti freschi o minimamente lavorati aiuta a ridurre naturalmente l'esposizione agli additivi. Gli alimenti senza glutine contengono più additivi? Non sempre, ma molti prodotti gluten‑free industriali utilizzano addensanti ed emulsionanti per replicare la consistenza dei prodotti tradizionali. Per questo può essere utile preferire farine naturalmente prive di glutine e preparazioni semplici. conclusioniL'intestino e il microbiota rappresentano uno degli ecosistemi più complessi del nostro organismo. Molti studi stanno cercando di comprendere il ruolo degli additivi alimentari sull'equilibrio del microbiota e sulla permeabilità intestinale. Anche se molte evidenze sono ancora in fase di studio, ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati e privilegiare cibi semplici e naturali rimane una strategia importante per sostenere la salute intestinale. Bibliografia:
Ascolta la tua pancia di Gabriele Pinzi e livia Emma, Mind editori La dieta del microbioma . Vallardi editore Il secondo cervello di Michael D. Gershon Sano e buono senza glutine. Sperling & Kupfer editore Fonti: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1568997215000245?VIA%3Dihub#bb0315 https://www.efsa.europa.eu/it/news/titanium-dioxide-e171-no-longer-considered-safe-when-used-food-additive#:~:text=L'EFSA%20ha%20aggiornato%20la,Commissione%20europea%20del%20marzo%202020 https://www.celiachia.org/un-additivo-alimentare-per-migliorare-la-durata-dei-cibi-potrebbe-scatenare-la-celiachia/ https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/28/glutine-la-polvere-magica-dellindustria-alimentare-se-non-fosse-per-la-celiachia/5481839/#:~:text=Curiosi%20di%20conoscere%20la%20risposta,forno%20nel%20minor%20tempo%20possibile. https://www.eufic.org/it/cosa-ce-nel-cibo/articolo/cosa-sono-gli-emulsionanti-e-quali-sono-gli-esempi-comuni-di-tali-sostanze-utilizzate-negli-alimenti#ref5 https://normativaalimentare.it/category/additivi/ https://www.mdpi.com/2072-6643/7/8/5314/htm https://www.nature.com/articles/nature14232 https://www.bmj.com/content/360/bmj.k322 https://www.lemonde.fr/planete/article/2018/02/16/les-aliments-ultra-transformes-favorisent-le-cancer_5257759_3244.html https://www.etude-nutrinet-sante.fr/link/zone/42/2 https://www.efsa.europa.eu/it/search/site/additivi%20sicuri https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.2903/j.efsa.2017.4849 http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=238&area=Vivi_sicuro https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs13105-017-0564-2 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28488210 https://microbioma.it/gastroenterologia/additivi-alimentari-alterano-il-microbioma-e-favoriscono-il-tumore-del-colon/ https://www.deepdyve.com/lp/springer-journal/food-additives-contaminants-and-other-minor-components-effects-on-K0e6aqe1k5?key=springer https://www.mdpi.com/2072-6643/8/7/429/htm https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27428994 http://www.nrcresearchpress.com/doi/10.1139/cjm-2014-0472#.W-Wpm2hKjIV https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.4161/gmic.1.3.11868 https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/effects-of-a-glutenfree-diet-on-gut-microbiota-and-immune-function-in-healthy-adult-human-subjects/70732F56E5AAA70C4208127B3E43CBF6 https://academic.oup.com/ibdjournal/article-abstract/20/7/1194/4579554?redirectedFrom=fulltext
TERESA
18/3/2019 19:55:11
Ma una bella e buona alimentazione mediterranea ???? Kefir ? Avena ? Ma anche no !!!!! Poi la maggior parte dei prodotti integrali non sono altro che farine 00 con aggiunta di crusca che così bene non fa !!!! Ecc . Ecc .... con queste linee guida statunitensi BASTAAAA !!!!! Non se ne può più !!!!!
Alessandra
18/3/2019 21:00:37
Ciao Teresa, a cosa ti riferisci? L'articolo è incentrato sul bioma intestinale e alimentazione. Forse ti sei confusa? I commenti sono chiusi.
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