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Gli amidi resistenti, la nuova frontiera alimentare

30/8/2024

 
Aggiornamento Marzo 2026
Gli amidi resistenti sono una particolare forma di amido che non viene digerita nell'intestino tenue ma raggiunge il colon, dove viene fermentata dal microbiota intestinale. Negli ultimi anni l'interesse scientifico verso questi composti è cresciuto molto perché possono contribuire alla salute intestinale, alla regolazione della glicemia e alla produzione di importanti metaboliti come gli acidi grassi a catena corta.
Comprendere cosa sono gli amidi resistenti e come si formano negli alimenti permette di capire meglio il legame tra alimentazione, microbiota intestinale e metabolismo.
Amidi Resistenti

Indice degli argomenti

  • Cosa sono gli amidi resistenti
  • Perché gli amidi resistenti sono importanti per il microbiota intestinale
  • Quali tipi di amido resistente esistono
  • In quali alimenti si trovano gli amidi resistenti
  • Come si forma l’amido resistente durante cottura e raffreddamento (processo di retrogradazione)
  • Le domande più frequenti sugli amidi resistenti

Cosa sono gli amidi resistenti

Gli amidi sono carboidrati complessi costituiti da lunghe catene di glucosio e rappresentano una delle principali fonti di energia nella dieta umana.

Durante la digestione, la maggior parte degli amidi viene scomposta nell'intestino tenue e trasformata in glucosio, che viene poi assorbito nel sangue.
​
Gli amidi resistenti, invece, sono una frazione dell'amido che resiste alla digestione nel primo tratto dell'apparato digerente. Per questo motivo raggiungono il colon praticamente intatti.
Nel colon diventano substrato fermentabile per il microbiota intestinale, contribuendo alla produzione di metaboliti utili per la salute dell'intestino.

Perché gli amidi resistenti sono importanti per il microbiota

Quando gli amidi resistenti arrivano nel colon vengono fermentati dai batteri intestinali.

Questo processo porta alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) tra cui:
  • acetato
  • propionato
  • butirrato
Il butirrato è particolarmente importante perché rappresenta una fonte di energia per le cellule del colon e contribuisce al mantenimento della barriera intestinale.

Gli acidi grassi a catena corta sono inoltre coinvolti nella regolazione dell'infiammazione, nel metabolismo energetico e nel dialogo tra intestino e altri organi.

Tipi di amido resistente

Gli amidi resistenti vengono generalmente classificati in quattro categorie principali.

RS1 – Amido fisicamente intrappolato
Si trova in alimenti in cui l'amido è "protetto" dalla struttura dell'alimento stesso, come nei cereali integrali e nei semi. La matrice fibrosa rende più difficile l'accesso degli enzimi digestivi.

RS2 – Amido granulare crudo
È presente in alcuni alimenti crudi come:
  • banane verdi
  • fecola di patate cruda
La particolare struttura cristallina dei granuli di amido rende questi composti resistenti alla digestione.

RS3 – Amido retrogradato
Questo tipo di amido resistente si forma quando alimenti ricchi di amido vengono cotti e successivamente raffreddati.
È il caso, per esempio, di alimenti come riso, patate o pasta che dopo la cottura vengono lasciati raffreddare.

RS4 – Amido modificato
Gli amidi di tipo RS4 sono ottenuti tramite modificazioni industriali che rendono l'amido meno digeribile. Vengono talvolta utilizzati in alcuni prodotti alimentari per aumentare il contenuto di fibre.

In quali alimenti si trovano gli amidi resistenti

Gli amidi resistenti possono essere presenti naturalmente negli alimenti oppure formarsi in seguito a specifici processi di lavorazione o preparazione.

​Tra le principali fonti alimentari troviamo:
  • banane verdi
  • legumi
  • fecola di patate cruda
Una quota di amido resistente può inoltre formarsi in alcuni alimenti ricchi di amido dopo la cottura e il successivo raffreddamento.

Come si forma l'amido resistente: la retrogradazione

La formazione dell'amido resistente di tipo RS3 è legata a un fenomeno chiamato retrogradazione.
Questo processo avviene quando alimenti contenenti amido vengono prima cotti e successivamente raffreddati.

Durante la cottura le molecole di amido assorbono acqua e si distendono (processo di gelatinizzazione). Quando l'alimento si raffredda, parte delle molecole di amido si riorganizza formando una struttura più compatta e meno digeribile.
​
Una parte dell'amido diventa quindi amido resistente, che può raggiungere il colon senza essere completamente digerito.

Se consumata cruda, la fecola di patate può contenere una quantità significativa di amido resistente di tipo 2, che ha benefici per la salute dell'intestino e può migliorare la sensibilità all'insulina. La cottura riduce il contenuto di amido resistente, ma il raffreddamento successivo può ripristinare parte degli amidi resistenti sotto forma di tipo 3.

Cottura, raffreddamento e amido resistente

Dal punto di vista nutrizionale, la formazione di amido resistente può essere influenzata dal modo in cui gli alimenti vengono preparati.

Quando alimenti ricchi di amido vengono cotti e lasciati raffreddare, una parte dell'amido può riorganizzarsi diventando meno digeribile.

In molti casi questa quota può arrivare orientativamente fino a circa il 10% dell'amido totale, anche se la quantità varia molto in base all'alimento e alle modalità di cottura e raffreddamento. Questo fenomeno è noto come retrogradazione.

Il raffreddamento degli alimenti in frigorifero favorisce questo processo.
In alcuni casi anche un successivo riscaldamento non solo non elimina l'amido resistente che si è formato, ma può favorire ulteriori riorganizzazioni dell'amido retrogradato, mantenendo o talvolta aumentando leggermente la quota di amido resistente presente nell'alimento.

Domande frequenti sugli amidi resistenti

Quali alimenti contengono più amido resistente?
Alcuni alimenti contengono naturalmente amido resistente oppure possono svilupparne una piccola quantità durante la preparazione. Tra le fonti più note troviamo:
  • banane verdi
  • legumi come lenticchie, ceci e fagioli
  • fecola di patate cruda
  • riso, patate e pasta dopo cottura e raffreddamento
La quantità può variare in base al tipo di alimento e al modo in cui viene preparato.

Il riscaldamento distrugge l'amido resistente?
No. Una parte dell'amido resistente rimane stabile anche dopo il riscaldamento degli alimenti.

I legumi contengono amido resistente?
Sì. Nei legumi una parte dell'amido rimane poco digeribile perché è protetta dalla matrice della fibra del seme.

L'amido resistente aiuta la glicemia?
Gli amidi resistenti vengono digeriti più lentamente rispetto agli amidi tradizionali e possono contribuire a ridurre la risposta glicemica dopo i pasti.

Amidi resistenti-​Approfondimenti utili

Se vuoi approfondire il rapporto tra alimentazione e salute intestinale puoi leggere anche:
  • microbiota intestinale e alimentazione
  • fibre alimentari e salute dell'intestino
Se invece vuoi vedere come applicare questi principi nella cucina quotidiana puoi consultare la raccolta dedicata alle ricette con amido resistente, dove trovi esempi pratici e preparazioni che favoriscono la presenza di questa particolare forma di amido nella dieta.
​Bibliografia:
Microbiota geniale, curare l'intestino per guarire la mente

Riferimenti
Harnessing the power of resistant starch: a narrative review of its health impact and processing challenges
Smith, J., Brown, L., & Johnson, R.
"Impacts of Resistant Starch on Health: A Comprehensive Review"
Journal of Nutritional Science
 PUBMED/Medline, Cochrane

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Alessandra Piazza counselor del benessere alimentare
Alessandra Piazza
Counselor del benessere alimentare e fondatrice di AlimentaMente Academy. Mi occupo di educazione alimentare attraverso consulenze e corsi dedicati al rapporto tra alimentazione, microbiota intestinale e benessere. In questo blog condivido ricerche, approfondimenti e ricette per portare un pizzico di scienza nel piatto ogni giorno.
Tutti i contenuti in questo Blog sono gratuiti, ad eccezione dei prodotti/servizi. Per accedere ad alcune sezioni è richiesta la registrazione al Blog.

Le informazioni presenti in questo blog hanno finalità divulgative e informative e nascono dallo studio, 
dall’esperienza personale e professionale di Alessandra Piazza nel campo dell’alimentazione e del benessere. 
I contenuti non sostituiscono il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.​

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