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Le fibre alimentari

19/11/2024

 
Articolo aggiornato Marzo 2026
Le fibre alimentari sono componenti degli alimenti vegetali che il nostro organismo non è in grado di digerire completamente. A differenza di carboidrati, proteine e grassi, non vengono assorbite nell’intestino tenue, ma raggiungono il colon dove possono essere utilizzate dal microbiota intestinale.
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Le fibre sono spesso citate nei consigli alimentari, eppure per la maggior parte di noi restano un concetto un po' astratto: sappiamo che "fanno bene all'intestino", ma non sempre è chiaro di cosa si tratti davvero, quali tipi esistano e come inserirle nei pasti di tutti i giorni. Eppure le fibre alimentari sono uno dei pilastri di un'alimentazione che nutre il corpo e il microbiota intestinale.

Per orientarci meglio, approfondiremo in particolare:

  • 1. cosa sono le fibre alimentari
  • 2. fibre insolubili: struttura e transito
  • 3. fibre solubili: gel, glicemia e colesterolo
  • 4. fibre prebiotiche: il nutrimento selettivo per il microbiota
  • 5. amidi resistenti: fibre "speciali"
  • 6. fibre e microbiota intestinale: il legame chiave
  • 7. quante fibre dovremmo assumere ogni giorno
  • 8. fibre naturali e fibre isolate negli alimenti trasformati
  • 9. come aumentare le fibre nei pasti, in modo semplice
  • 10. tabella riepilogativa: tipi di fibre, fonti, benefici
 

L'obiettivo non è inseguire un numero perfetto di grammi, ma costruire pasti che contengano naturalmente fibre diverse, ogni giorno. Perché è la varietà, prima ancora della quantità, a fare la vera differenza per l'intestino.

 

Cosa sono le fibre alimentari

Le fibre alimentari sono componenti degli alimenti vegetali che il nostro organismo non è in grado di digerire completamente. A differenza di carboidrati, proteine e grassi, non vengono assorbite nell'intestino tenue: raggiungono il colon, dove possono essere utilizzate dal microbiota intestinale.

Le troviamo in tutti gli alimenti di origine vegetale: frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pseudocereali naturalmente senza glutine, frutta a guscio e funghi. Non esiste un alimento vegetale che contenga un solo tipo di fibra: la maggior parte degli alimenti contiene una combinazione di fibre solubili, insolubili e prebiotiche, in proporzioni diverse.

Per esempio:

  • avena → ricca di fibre solubili (beta-glucani)
  • legumi → mix equilibrato di fibre solubili, insolubili e prebiotiche
  • verdure a foglia e cereali integrali → prevalenza di fibre insolubili
  • aglio, cipolla e banana → contengono fibre prebiotiche come l'inulina

Nonostante non forniscano energia diretta, le fibre svolgono un ruolo fondamentale per la salute: regolano il transito intestinale, contribuiscono al controllo della glicemia e del colesterolo e nutrono i batteri intestinali benefici.

 

Fibre insolubili: struttura e transito

Le fibre insolubili si trovano soprattutto nella crusca, nelle bucce di frutta e legumi, nelle foglie dei vegetali e nei cereali integrali. Come suggerisce il nome, non si sciolgono in acqua e svolgono principalmente una funzione meccanica nell'intestino: trattengono acqua, aumentano il volume delle feci e facilitano il transito.

I loro benefici principali sono:

  • aumentano il volume delle feci
  • stimolano il transito intestinale
  • aiutano a prevenire la stitichezza
  • contribuiscono alla sensazione di sazietà
  • favoriscono la salute del colon

Dal punto di vista chimico, le principali fibre insolubili sono cellulosa, emicellulosa e lignina. Sono molecole che fanno parte della struttura delle pareti cellulari delle piante e resistono alla digestione lungo tutto il tratto gastrointestinale.

 

Fibre solubili: gel, glicemia e colesterolo

Le fibre solubili si dissolvono in acqua formando una sostanza gelatinosa che rallenta la digestione. Questo effetto, apparentemente semplice, ha conseguenze importanti sul metabolismo: l'assorbimento degli zuccheri e dei grassi diventa più graduale, con un impatto favorevole sulla glicemia e sul colesterolo.

I loro benefici principali sono:

  • rallentano l'assorbimento degli zuccheri
  • aiutano a stabilizzare la glicemia
  • contribuiscono alla riduzione del colesterolo LDL
  • favoriscono la fermentazione intestinale

Le fibre solubili sono particolarmente abbondanti in avena, orzo, legumi, carciofi, cicoria, aglio, cipolla, psillio e alcune alghe. Durante la fermentazione nel colon, queste fibre producono acidi grassi a catena corta (SCFA) — acetato, propionato e butirrato — molecole che nutrono le cellule intestinali e contribuiscono alla salute del microbiota.

Nei percorsi di counseling mi capita spesso di incontrare persone che, dopo anni di "dieta ipocalorica", hanno una glicemia instabile e passano le giornate tra picchi di energia e improvvisi cali di zuccheri. Il primo cambiamento che propongo non è togliere qualcosa, ma aggiungere: una porzione di legumi a pranzo, un cucchiaio di avena a colazione, una verdura cruda prima del piatto principale. Già dopo due settimane molte persone mi raccontano di arrivare a pranzo senza fame ansiosa, e di dormire meglio la notte. È il potere silenzioso delle fibre solubili — un effetto che non si vede sulla bilancia, ma che si sente subito nel corpo.

 

Fibre prebiotiche: il nutrimento selettivo per il microbiota

Le fibre prebiotiche sono un particolare tipo di fibre fermentabili che nutrono selettivamente i batteri benefici del microbiota intestinale. Non sono solo cibo generico per la flora batterica: agiscono come un nutrimento mirato, che favorisce in particolare la crescita di Bifidobacterium e Lactobacillus.

Tra le fibre prebiotiche più comuni:

  • Inulina: presente in cicoria, aglio, cipolla, asparagi e topinambur.
  • Fruttooligosaccaridi (FOS): si trovano in aglio, cipolla, porri e banane.
  • Galattoligosaccaridi (GOS) e oligosaccaridi correlati: presenti naturalmente nel latte umano; nei legumi si trovano oligosaccaridi strutturalmente correlati (raffinosio, stachiosio) con attività prebiotica simile.
  • Pectina: presente in mele, agrumi e carote.
  • Beta-glucani: presenti nell'avena e nell'orzo.
  • Xilooligosaccaridi (XOS): presenti in piccole quantità in alcuni cereali integrali, germogli di bambù, frutta e miele.

Sono proprio queste fibre, fermentando nel colon, a dare al microbiota il substrato più prezioso per produrre acidi grassi a catena corta — in particolare il butirrato, cruciale per la salute della mucosa intestinale.

Un apporto elevato di alimenti prebiotici, soprattutto se introdotto all'improvviso, può aumentare la produzione di gas e il senso di gonfiore. Chi ha una sensibilità gastrointestinale particolare, come la sindrome dell'intestino irritabile, dovrebbe introdurli in piccole quantità per valutare la tolleranza individuale. Con un uso continuato e graduale, la tolleranza tende spesso a migliorare.

 

Amidi resistenti: fibre "speciali"

Gli amidi resistenti sono una particolare forma di amido che, pur non essendo tecnicamente classificata come fibra alimentare, si comporta in modo molto simile. Questi amidi resistono alla digestione nell'intestino tenue e raggiungono il colon, dove vengono fermentati dal microbiota producendo acidi grassi a catena corta, in particolare butirrato.

Si trovano in diversi alimenti:

  • legumi
  • banane non troppo mature
  • cereali integrali
  • patate e riso raffreddati dopo la cottura

La formazione di amido resistente può aumentare quando alcuni alimenti ricchi di amido vengono cotti e poi raffreddati — un processo chiamato retrogradazione che modifica la struttura dell'amido rendendolo meno digeribile, e quindi più disponibile per la fermentazione intestinale. È un piccolo trucco di cucina con un effetto reale sulla qualità del pasto.

 

Fibre e microbiota intestinale: il legame chiave

Quando le fibre fermentabili arrivano nel colon vengono utilizzate dai batteri intestinali, che producono metaboliti benefici per tutto l'organismo. Una dieta povera di fibre può invece contribuire ad alterare l'equilibrio del microbiota e favorire condizioni di disbiosi intestinale, una situazione in cui la composizione della flora batterica perde equilibrio.

I principali metaboliti prodotti sono gli acidi grassi a catena corta (SCFA), che:

  • nutrono le cellule dell'intestino
  • riducono l'infiammazione
  • migliorano la funzione della barriera intestinale
  • contribuiscono al metabolismo energetico

Il legame va oltre la sola salute digestiva: gli SCFA dialogano con il sistema immunitario, con il metabolismo del glucosio e — attraverso l'asse intestino-cervello — influenzano anche la nostra percezione dell'umore e dell'energia mentale. Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere l'articolo dedicato al rapporto tra cibo e umore.

Per questo motivo una dieta ricca di fibre è associata a:

  • maggiore diversità del microbiota
  • minore rischio di obesità
  • riduzione del rischio di diabete tipo 2
  • migliore salute metabolica
 

Quante fibre dovremmo assumere ogni giorno

Le principali linee guida nutrizionali (EFSA, OMS, LARN-SINU) raccomandano un apporto di almeno 25 grammi di fibre al giorno per gli adulti, con molte indicazioni internazionali che suggeriscono un target ottimale tra i 25 e i 30 grammi o più. Tuttavia le ricerche mostrano che una parte significativa della popolazione non raggiunge neppure la soglia minima, con apporti medi italiani stimati intorno ai 17-18 grammi al giorno.

Per aumentare progressivamente l'apporto di fibre, può essere utile includere ogni giorno:

  • 2 porzioni di frutta
  • 3 porzioni di verdura
  • legumi più volte alla settimana
  • cereali integrali o pseudocereali
  • frutta a guscio e semi

Non è un obiettivo che si raggiunge in un giorno, ma una direzione: ogni pasto può contenere almeno una fonte di fibre, e questo basta già a cambiare radicalmente la qualità complessiva della dieta.

Quando nei percorsi di counseling qualcuno mi chiede "ma quanti grammi di fibre devo contare?", la mia risposta è sempre la stessa: lascia perdere i grammi, pensa ai colori. Se nel piatto ci sono almeno tre colori diversi — il verde di una verdura, il giallo o rosso di un ortaggio crudo, il beige di un legume o di un cereale integrale — le fibre ci sono già, e sono varie. Il contatore dei grammi trasforma un gesto naturale in un compito, e spesso è proprio questo a scoraggiare le persone. La varietà visiva è un alleato molto più semplice e potente di qualsiasi calcolo.

 

Fibre naturali e fibre isolate negli alimenti trasformati

Sempre più spesso, sugli scaffali del supermercato, compaiono prodotti "arricchiti di fibre": barrette, snack, bevande, cereali da colazione. È importante sapere che non tutte le fibre presenti in un prodotto sono uguali, e che è utile imparare a leggere le etichette per distinguerle.

Le fibre alimentari isolate sono componenti estratte da alimenti integrali e aggiunte a prodotti trasformati per aumentarne il contenuto di fibre. Esempi comuni sono inulina aggiunta, polidestrosio e gomma guar. Queste fibre possono apportare benefici simili a quelli delle fibre naturali — migliorare la sazietà, regolarità intestinale — ma non sempre hanno lo stesso effetto sul microbiota intestinale.

Le fibre naturali presenti nei vegetali, nei cereali integrali e nei legumi apportano micronutrienti e fitonutrienti che lavorano in sinergia per migliorare la salute intestinale e ridurre l'infiammazione. Le fibre isolate, invece, possono essere carenti di quei composti presenti negli alimenti integrali che facilitano una fermentazione bilanciata. Un tema correlato è quello di alcuni additivi industriali — emulsionanti, addensanti — che vengono spesso usati nei prodotti "arricchiti" e che la ricerca sta studiando con attenzione per i loro effetti sulla barriera intestinale.

Il messaggio non è "demonizzare i prodotti confezionati" ma preferire, quando possibile, le fibre che arrivano da alimenti interi: una mela intera, una manciata di legumi, un pugno di frutta a guscio fanno per il microbiota qualcosa che una barretta "ad alto contenuto di fibre" difficilmente può replicare.

 

Come aumentare le fibre nei pasti, in modo semplice

Aumentare le fibre non richiede di stravolgere l'alimentazione, ma di introdurre piccoli automatismi che, ripetuti ogni giorno, fanno una grande differenza. Ecco alcune strategie pratiche:

  • Aggiungi legumi alle insalate: ceci, lenticchie, fagioli cannellini. Una manciata cambia completamente il profilo nutrizionale del piatto.
  • Scegli cereali integrali o pseudocereali al posto delle versioni raffinate: farro, orzo, avena, quinoa, grano saraceno.
  • Consuma frutta con la buccia quando possibile: mele, pere, prugne, uva. Gran parte delle fibre — e anche dei polifenoli — è lì.
  • Includi frutta a guscio e semi: noci, mandorle, semi di lino, semi di chia, semi di zucca. Fonti concentrate di fibre e grassi buoni.
  • Aumenta la varietà di verdure nei pasti: alternare verdure diverse ogni giorno è più importante che consumarne grandi quantità dello stesso tipo.
  • Sfrutta la cottura e il raffreddamento di pasta, riso e patate per aumentare gli amidi resistenti.
  • Introduci i cambiamenti in modo graduale, per permettere all'intestino di adattarsi: un aumento troppo brusco può causare gonfiore temporaneo.

Il punto più importante di questa lista, secondo la mia esperienza, è l'ultimo: la gradualità. Chi arriva da un'alimentazione povera di fibre e raddoppia l'apporto da un giorno all'altro, quasi sempre sperimenta gonfiore, aria nella pancia, a volte crampi. E interpreta questi segnali come "le fibre non fanno per me" — quando in realtà stava solo chiedendo al proprio intestino di fare troppo in troppo poco tempo. Il microbiota ha bisogno di settimane, non di giorni, per adattarsi a un nuovo equilibrio. Aggiungere una piccola porzione alla volta, e aspettare che il corpo si abitui prima di aggiungerne un'altra, è il modo più sicuro per arrivare lontano senza arrendersi a metà strada.

Nel blog puoi trovare diverse raccolte di ricette pensate proprio per applicare questi principi nella cucina di tutti i giorni:

  • ricette ricche di fibre
  • ricette amiche dell'intestino
  • ricette con amidi resistenti
  • ricette coi legumi
Guida gratuita

Se ti piacerebbe avere uno schema pratico per costruire pasti più ricchi di fibre e più amici del microbiota, ho preparato una guida gratuita con strategie semplici per nutrire l'intestino ogni giorno. Scarica la guida →

 

Tabella riepilogativa: tipi di fibre, fonti, benefici

Uno schema sintetico per orientarti quando costruisci i tuoi pasti:

Tipo di fibra Dove si trova Benefici principali
Insolubili
(cellulosa, emicellulosa, lignina)
Crusca, bucce di frutta e legumi, foglie, cereali integrali Volume delle feci, transito intestinale, sazietà, salute del colon
Solubili
(pectine, beta-glucani, gomme)
Avena, orzo, legumi, carciofi, cicoria, mele, psillio Glicemia più stabile, riduzione colesterolo LDL, fermentazione intestinale
Prebiotiche
(inulina, FOS, GOS, beta-glucani)
Cicoria, aglio, cipolla, porri, asparagi, banane, legumi, avena Nutrono selettivamente Bifidobacterium e Lactobacillus, aumentano produzione di SCFA
Amidi resistenti Legumi, banane verdi, patate e riso raffreddati, avena, cereali integrali Fermentazione intestinale, produzione di butirrato, salute delle cellule del colon
 

La regola più utile che si può ricavare da questa tabella è semplice: un pasto ben costruito contiene naturalmente più tipi di fibre insieme, perché nasce da ingredienti diversi — una verdura, un legume, un cereale integrale, una fonte di grassi buoni. Non serve pensare alle fibre come a un elemento da "aggiungere": sono già dentro il piatto, se lo costruiamo bene.

 

In sintesi

Le fibre alimentari sono uno degli strumenti più semplici e potenti che abbiamo per prenderci cura dell'intestino e del microbiota. Non servono integratori speciali né diete complicate: bastano alimenti veri, vari, poco trasformati, portati nel piatto ogni giorno.

Per costruire un'alimentazione più ricca di fibre, ricorda:

  • combina fibre solubili, insolubili e prebiotiche attraverso una dieta varia
  • preferisci fibre naturali presenti in alimenti integri rispetto a fibre aggiunte
  • inserisci legumi più volte alla settimana e cereali integrali ogni giorno
  • aumenta l'apporto in modo graduale, ascoltando il tuo intestino
  • sfrutta piccoli accorgimenti come la cottura-raffreddamento per moltiplicare gli amidi resistenti

Ogni pasto è un'occasione per nutrire i batteri amici che vivono dentro di te e che, in cambio, nutrono te. Più varietà porti a tavola, più ricco e resiliente diventa il tuo microbiota — e con lui la tua salute complessiva.

 

Domande frequenti sulle fibre alimentari

Quante fibre bisognerebbe assumere ogni giorno?
Le principali linee guida nutrizionali (EFSA, OMS, LARN-SINU) raccomandano un consumo di almeno 25 grammi di fibre al giorno per gli adulti, con un target ottimale spesso indicato tra i 25 e i 30 grammi. Questa quantità può essere raggiunta includendo nella dieta quotidiana frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta a guscio. Molte persone assumono tuttavia quantità inferiori a quelle consigliate.

Quali alimenti sono più ricchi di fibre?
Gli alimenti naturalmente più ricchi di fibre sono legumi (ceci, lenticchie, fagioli), verdure, frutta fresca, cereali integrali, pseudocereali come quinoa e grano saraceno, frutta a guscio e semi. Una dieta varia e ricca di alimenti vegetali permette di assumere diverse tipologie di fibre utili per l'intestino.

Fibre solubili e insolubili: qual è la differenza?
Le fibre solubili si sciolgono in acqua formando un gel che rallenta la digestione e contribuisce a regolare glicemia e colesterolo. Le fibre insolubili, invece, non si sciolgono in acqua e favoriscono il transito intestinale aumentando il volume delle feci. Entrambe sono importanti e dovrebbero essere presenti in un'alimentazione equilibrata.

Le fibre aiutano il microbiota intestinale?
Sì. Alcune fibre, chiamate fibre prebiotiche, rappresentano il nutrimento principale per molti batteri benefici dell'intestino. Durante la fermentazione producono acidi grassi a catena corta (SCFA) — in particolare butirrato, acetato e propionato — utili per la salute della mucosa intestinale, per il sistema immunitario e per il metabolismo.

Le fibre possono causare gonfiore?
In alcune persone un aumento rapido dell'apporto di fibre può provocare gonfiore o produzione di gas, perché le fibre fermentabili vengono metabolizzate dal microbiota. Per ridurre questi effetti è consigliabile aumentare gradualmente il consumo di fibre e mantenere una buona idratazione. Chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile dovrebbe procedere con particolare attenzione e, se necessario, confrontarsi con un professionista.

Le fibre "aggiunte" nei prodotti confezionati hanno lo stesso effetto delle fibre naturali?
Non sempre. Le fibre isolate (come inulina aggiunta, polidestrosio o gomma guar) possono avere alcuni benefici in termini di sazietà e regolarità, ma non sempre replicano gli effetti delle fibre naturali sul microbiota, perché mancano dei composti e dei micronutrienti che accompagnano le fibre negli alimenti integri. Le fibre che arrivano da alimenti veri restano la scelta più efficace.

Meglio assumere fibre dai cereali integrali o dai legumi?
Entrambi. Cereali integrali e legumi contengono fibre diverse e complementari: i cereali integrali apportano prevalentemente fibre insolubili e beta-glucani, i legumi sono ricchi di fibre solubili, prebiotiche e amidi resistenti. Alternarli nei pasti è il modo migliore per aumentare la varietà di fibre e sostenere la diversità del microbiota.

 

Approfondimenti

Se vuoi approfondire i temi trattati in questa guida, puoi leggere anche:

  • Microbiota intestinale: cosa mangiare per nutrirlo
  • Gli amidi resistenti: la nuova frontiera alimentare
  • Disbiosi intestinale: cos'è, sintomi, cause e strategie alimentari
  • Cibo e umore: l'alimentazione influenza il cervello
  • Legumi: tutto quello che c'è da sapere
  • La classifica dei cereali e pseudocereali senza glutine
  • Conoscere gli zuccheri
  • Additivi, intestino e microbiota
  • Spesa consapevole: sai cosa stai comprando quando leggi un'etichetta
 

Nota: le informazioni riportate in questo articolo hanno scopo divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire il parere del medico, del nutrizionista o di altro professionista sanitario qualificato. Per situazioni cliniche specifiche, terapie in corso o condizioni particolari, è sempre opportuno rivolgersi al proprio professionista di fiducia.

Fonti e bibliografia

Le informazioni riportate in questo articolo si basano su ricerche scientifiche e linee guida internazionali sull'alimentazione e sul microbiota intestinale. Tra le principali fonti utilizzate:

  • Reynolds A et al. Carbohydrate quality and human health: a series of systematic reviews and meta-analyses. The Lancet, 2019; 393(10170): 434–445.
  • Makki K, Deehan EC, Walter J, Bäckhed F. The impact of dietary fiber on gut microbiota in host health and disease. Cell Host & Microbe, 2018; 23(6): 705–715.
  • Slavin J. Fiber and prebiotics: mechanisms and health benefits. Nutrients, 2013; 5(4): 1417–1435.
  • EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. Scientific opinion on dietary reference values for carbohydrates and dietary fibre. EFSA Journal, 2010; 8(3): 1462.
  • WHO/FAO. Diet, Nutrition and the Prevention of Chronic Diseases. WHO Technical Report Series 916, 2003.
  • Sonnenburg ED, Sonnenburg JL. Starving our microbial self: the deleterious consequences of a diet deficient in microbiota-accessible carbohydrates. Cell Metabolism, 2014; 20(5): 779–786.
  • SINU — Società Italiana di Nutrizione Umana. LARN — Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana.

Questi studi evidenziano il ruolo centrale delle fibre alimentari nella modulazione del microbiota intestinale, nella prevenzione di malattie cronico-degenerative e nel mantenimento della salute metabolica complessiva.


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Alessandra Piazza counselor del benessere alimentare
Alessandra Piazza
Counselor del benessere alimentare e fondatrice di AlimentaMente Academy. Mi occupo di educazione alimentare attraverso consulenze e corsi dedicati al rapporto tra alimentazione, microbiota intestinale e benessere. In questo blog condivido ricerche, approfondimenti e ricette per portare un pizzico di scienza nel piatto ogni giorno.
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Le informazioni presenti in questo blog hanno finalità divulgative e informative e nascono dallo studio, 
dall’esperienza personale e professionale di Alessandra Piazza nel campo dell’alimentazione e del benessere. 
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